Nel catino di San Siro va in scena la sfida infinita tra i due giganti del rock popolare in salsa padano-emiliana. Dopo il ciclone Vasco, è infatti la volta del Liga, come lo chiama da sempre la sua fedele tribù. «Ma la competizione va bene nello sport, non nella musica, ognuno fa la sua strada – mette le mani avanti la 48enne rockstar di Correggio -. Con Vasco quando ci siamo incontrati ci siamo divertiti, è simpatico, capisco che possa fare notizia il dualismo tra noi, ma non che si debba scegliere». Sta di fatto che, almeno per il momento, nella sfida tra i due titani della musica riempi-stadio, il signor Rossi ha incassato un doppio esaurito, mentre Luciano Ligabue per ora uno soltanto: quello del concerto di stasera. Per la replica di domani, infatti, ci sono ancora biglietti a disposizione. Il popolo chiede rock classico e tirato, canzoni forti e facili da urlare? Bene, Ligabue, di casa a San Siro («Il palcoscenico è il mio habitat naturale, e poi sono convinto che confrontarmi con dimensioni diverse allarghi i confini artistici», ha dichiarato), non si tira indietro. E promette un concerto come uno se lo immagina. Con la musica che ruggisce forte. Ma attenzione: dalle 21 fino alle 23.30. Oltre non si deve andare: sia per venire incontro alle lamentele dei residenti della zona San Siro sia per dare modo agli spettatori di lasciare lo stadio con i mezzi pubblici e senza i disagi che invece hanno rovinato la festa a molti fan di Springsteen.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=273691