Luglio 5, 2008
(…) di qualche paese orientale dove l’ordine e la pulizia sono l’ultimo dei problemi.Il giro tra i banchi (e soprattutto gli ex banchi) è deprimente. Perché molti sono gli esercizi commerciali che hanno «mollato», che hanno tirato giù per sempre la serranda. Soprattutto al piano superiore la desolazione sta prendendo il sopravvento, i coraggiosi che resistono sono sempre meno, chi può cerca di trasferirsi almeno a piano terra, dove c’è ancora movimento e la clientela, oltre agli affari, sembra garantire anche un po’ più di sicurezza.Il Mercato Orientale, quello che è sempre stato uno dei fiori all’occhiello della città, quello dove si trova la spezia più ricercata, il prodotto di qualità che magari da un’altra parte non arriva, quello che offre la frutta esotica e più sconosciuta o il pesce rigorosamente doc, appare sempre meno «esclusivo», sempre più bazar.Fin dal suo «biglietto da visita», la sua presentazione ai clienti. Tutto ciò che non dipende dal singolo negoziante è abbandonato a se stesso. Le ampie vetrate sono sporche, mai pulite, l’unica acqua che vedono è la pioggia che ogni tanto rischia di «impastare» sempre più la «rumenta» che si accumula.Il resto lo fanno i pavimenti abbandonati a loro stessi, le pareti scrostate, cartoni abbandonati ovunque e mai ritirati. Gli operatori ammettono a denti stretti che l’immagine non è più quella di una volta e non nascondono quello che secondo loro è il primo responsabile del degrado: il padrone di casa, cioè il Comune.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=273971
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Luglio 5, 2008
da RomaLe quotazioni del greggio si mantengono elevatissime, a ridosso dei recenti record di oltre 145 dollari al barile, e le previsioni degli esperti parlano di ulteriori aumenti. La delicatissima questione è all’esame dei ministri dell’Industria e dell’Energia dell’Unione europea, riuniti per due giorni a Parigi. Secondo Claudio Scajola, ministro italiano dello Sviluppo economico, c’è «profonda preoccupazione» per l’andamento dei prezzi del petrolio e delle altre materie prime energetiche, il cui mercato «si sta dimostrando ingovernabile – spiega Scajola – per tre principali ragioni: la domanda sempre crescente nei Paesi emergenti, la concentrazione delle risorse in pochi Paesi che controllano il mercato, il ritardo negli investimenti in nuove risorse e nella diversificazione delle fonti energetiche». Ieri, i ministri europei dell’Energia hanno affrontato la questione del risparmio energetico e delle forme rinnovabili, domani discuteranno dei bio-carburanti e delle iniziative comuni europee contro il caro-greggio. Rinviata a settembre invece, a quanto sembra, la discussione sul ruolo dei mercati finanziari e della speculazione nella formazione del prezzo del petrolio: la Commissione dovrebbe preparare un rapporto in proposito per settembre. La prossima settimana il commissario europeo ai Trasporti, Antonio Tajani, presenterà un memorandum sugli strumenti che i Paesi dell’Unione possono utilizzare per affrontare l’emergenza trasporti causata dal caro-greggio.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=273844
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Pubblicato da telreservatio
Luglio 5, 2008
Esercitazione per l’esame
di giornalismo. A
margine del processo Berlusconi-
Mills, dove il primo sarebbe il corruttore
e il secondo il corrotto, il candidato
consideri che: 1) David Mills, ex amministratore
della società di Fininvest «All Iberian
», quando la società chiuse si tenne i
10 miliardi da essa generati e perciò entrò
in conflitto con Fininvest; 2) Mills, nel processo
All Iberian, fu teste d’accusa contro
Berlusconi e le sue dichiarazioni contribuirono
a farlo condannare in primo grado;
3) Mills, dopo i soldi presi e la testimonianza
contro Berlusconi, secondo l’accusa sarebbe
stato ricompensato dal medesimo
con 600mila dollari: il presidente del Consiglio
è stato rinviato a giudizio per questo;
4) il fisco inglese, diversamente
dai magistrati italiani,
ha già stabilito che
i 600mila dollari non sono un regalo e non
sono riconducibili a Fininvest; 5) è stato
stabilito che il denaro proveniva invece dal
conto di un armatore napoletano e che Mills
aveva delega di movimentare questo
conto senza consultare l’armatore; 6) l’accusa
non ha ancora chiarito quali e quanti
soldi, dati da chi e quando, e soprattutto
perché, Berlusconi avrebbe dato a questo
Mills. Ciò posto, il candidato ha venti secondi
per indovinare se anche una sola delle
suddette informazioni (una sola) sia presente
nel lungo servizio che l’Espresso, ricalcando
le carte dell’accusa, ha dedicato
ieri al caso.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=273987
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Luglio 5, 2008
da ParigiÈ arrivata tardi, ma è comunque arrivata. È la prima punizione (forse non sarà l’unica) a carico del gruppo bancario francese Société Générale, che è stato all’inizio di quest’anno al centro di clamorose rivelazioni sul «buco» di 4,9 miliardi provocato dalle demenziali speculazioni del trader Jérôme Kerviel. Ieri la Commission bancaire, autorità di vigilanza sugli istituti di credito, ha inflitto un «biasimo solenne» e una multa di 4 milioni a SocGen per «gravi carenze del sistema di controllo interno». Il comunicato ufficiale, diramato dalla Commissione, afferma: «I problemi venuti alla luce (e in particolare le carenze dei controlli gerarchici) sono durati per un lungo periodo, l’intero anno 2007, senza che il meccanismo dei controlli abbia potuto consentire la loro individuazione e la loro necessaria rettifica». Lo scorso 20 giugno i massimi responsabili di SocGen sono stati convocati per un’audizione presso la Commissione bancaria, ma le loro parole non sono evidentemente risultate convincenti. Il punto chiave riguarda l’interpretazione dei fatti che hanno condotto alla (tardiva) scoperta del buco provocato da Kerviel. Il management del gruppo bancario francese ha sempre cercato di accreditare la tesi secondo cui il trader di origine bretone sarebbe diabolicamente riuscito a carpire la fiducia dei propri superiori e a dissimulare le sue iniziative altamente speculative, che hanno condotto SocGen a prendere sui mercati finanziari «posizioni» ad alto rischio, mettendosi in una situazione rivelatasi disastrosa.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=273847
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Luglio 5, 2008
da MilanoAlle banche Usa, aveva lasciato una sola scelta: raccogliere altri 65 miliardi di dollari di mezzi freschi per rimettere insieme i cocci da subprime. A quelle europee, Goldman Sachs offre invece due possibilità: rastrellare tra i 60 e i 90 miliardi di euro per mantenere stabili i livelli patrimoniali; oppure, non distribuire dividendi per un anno intero. Due opzioni comunque difficili da digerire per le Borse, anche perché accompagnate dai tagli alle previsioni sui risultati e alla limatura dei prezzi obiettivo con cui la merchant statunitense ha colpito una quarantina di istituti del Vecchio continente.Il timing con cui Goldman ha diffuso il report è stato da manuale: ieri Wall Street era chiusa per la Festa dell’Indipendenza. Privi della bussola finanziaria per eccellenza e di dati macroeconomici dall’America, esaurita la spinta derivante dalla convinzione che la Bce si prenderà una pausa dopo la mini-stretta decisa giovedì, i mercati hanno così finito per assegnare un forte peso all’analisi della banca d’affari. Il settore del credito è stato infatti falcidiato dalle vendite, con l’indice di riferimento Dj Stoxx crollato del 3,35%, nonostante Ubs – l’istituto europeo più colpito dal ciclone dei mutui a rischio di insolvenza – abbia annunciato un andamento del secondo trimestre superiore a ogni aspettativa: le perdite temute non ci saranno, ha assicurato la banca svizzera, e verrà addirittura sfiorato il ritorno alla redditività.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=273840
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Pubblicato da telreservatio
Luglio 5, 2008
da MilanoUtile netto consolidato in aumento a 673 milioni per la Giovanni Agnelli e C. Sapaz nel 2007, dai 444 milioni del 2006 (più 51%). Come risulta dal bilancio depositato in Lussemburgo consultato da Radiocor, l’accomandita degli Agnelli ha distribuito un monte-dividendi sostanzialmente stabile, di 21,3 milioni contro i 21,7 del 2006, con una cedola unitaria invariata a 7,5 euro. Il bilancio – precisa il documento – continua a escludere il consolidamento «line-by-line» del gruppo Fiat di cui la controllata Ifil ha il 30,45%, «in attesa di un’opinione da parte dell’Iasb (International accounting standards board, ndr), richiesta anche dalla Commissione europea». Con l’inclusione del gruppo automobilistico, l’utile consolidato salirebbe pro-forma a 2,16 miliardi. Rispetto al 2006, inoltre, è stato deconsolidato l’investimento in Sequana Capital, dopo la cessione del 22% del gruppo cartario francese al manager Pascal Lebard che ha lasciato al gruppo Agnelli una quota residua del 26,65%. La Sapaz (circa 90 soci), controlla il 100% di Ifi (che a sua volta controlla Ifil), il 99,6% di Exor e ha una quota diretta del 3% in Ifil. Sui 2,65 miliardi di proventi consolidati, 1,25 vengono dalla Cushman & Wakefield, 1,23 da Alpitour, 165 milioni dalla Juventus e 1 milione da Exor, che ha esaurito il suo compito di holding di investimento passato a Ifil.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=273854
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Pubblicato da telreservatio