Il Mercato Orientale sembra sempre più un bazar all’orientale

(…) di qualche paese orientale dove l’ordine e la pulizia sono l’ultimo dei problemi.Il giro tra i banchi (e soprattutto gli ex banchi) è deprimente. Perché molti sono gli esercizi commerciali che hanno «mollato», che hanno tirato giù per sempre la serranda. Soprattutto al piano superiore la desolazione sta prendendo il sopravvento, i coraggiosi che resistono sono sempre meno, chi può cerca di trasferirsi almeno a piano terra, dove c’è ancora movimento e la clientela, oltre agli affari, sembra garantire anche un po’ più di sicurezza.Il Mercato Orientale, quello che è sempre stato uno dei fiori all’occhiello della città, quello dove si trova la spezia più ricercata, il prodotto di qualità che magari da un’altra parte non arriva, quello che offre la frutta esotica e più sconosciuta o il pesce rigorosamente doc, appare sempre meno «esclusivo», sempre più bazar.Fin dal suo «biglietto da visita», la sua presentazione ai clienti. Tutto ciò che non dipende dal singolo negoziante è abbandonato a se stesso. Le ampie vetrate sono sporche, mai pulite, l’unica acqua che vedono è la pioggia che ogni tanto rischia di «impastare» sempre più la «rumenta» che si accumula.Il resto lo fanno i pavimenti abbandonati a loro stessi, le pareti scrostate, cartoni abbandonati ovunque e mai ritirati. Gli operatori ammettono a denti stretti che l’immagine non è più quella di una volta e non nascondono quello che secondo loro è il primo responsabile del degrado: il padrone di casa, cioè il Comune.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=273971

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