Denver, i Clinton danno la loro benedizione

Agosto 31, 2008

denver,clinton,danno,interNomination per acclamazione
La convention democratica di Denver – su richiesta della senatrice Hillary Clinton – ha sospeso la votazione subito prima che i delegati di New York si esprimessero. «Vi chiedo di farlo con gli occhi fissi al futuro – ha detto Clinton -
nello spirito dell´unità e con lo scopo della vittoria». Nancy Pelosi, presidente della Camera e presidente dei lavori ha chiesto all´assemblea di dichiarare Barack Obama il candidato alla prsidenza degli Stati Uniti per acclamazione. I delegati hanno risposto con un boato: «Aye!». I Clinton hanno mantenuto la promessa e appoggiato Obama per davvero.

Tutto è cominciato con il «keynote speach» di Hillary martedì sera.
«È stato il discorso più bello che abbia mai sentito – il commento a caldo di Dunbar Watson, un supporter di Barack Obama che sino a poche ore prima si guardava in cagnesco con i delegati di Clinton – è fantastico come ci abbia rimessi insieme. Ora possiamo andare avanti e preoccuparci di vincere le elezioni. Che dio la benedica per quel che ha fatto».

Ieri sera, prima dell’alba di stamane in Italia, è stata la volta di Bill Clinton. Già la data in calendario e la fascia oraria la dicono lunga di come l’ex presidente sia stato scavalcato dalla moglie nelle preferenze dei democratici. Il vecchio Bill ha comunque ancora i suoi fan, e la sua presenza alla convention è una benedizione ulteriore per Obama.

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Cinema, a Venezia la tragedia sul lavoro – Spettacoli

Agosto 31, 2008

cinema,venezia,la,tramy n«Adesso è questo che bisogna raccontare». Che quelle che chiamano «morti bianche», sono in realtà «omicidi sul lavoro», morti annunciate così come sono state quelle dei sette operai della ThyssenKrupp per le quali, nonostante i boatos dei media a tragedia consumata, le famiglie sconvolte aspettano ancora giustizia, come quelle di tanti altri lavoratori. «Adesso è questo che bisogna raccontare» dice Carlo Marrapodi, 31 anni, ex operaio dello stabilimento torinese e compagno dei sette lavoratori bruciati nel rogo della notte del 5 dicembre 2007.«E lui, infatti, è lì a raccontare, nonostante il dolore, nonostante la solitudine, protagonista «per caso» di Thyssenkrupp Blues, il documentario di Pietro Balla e Monica Repetto che passerà nella sezione Orizzonti. Così come l´altro film dedicato a questa strage, La fabbrica dei tedeschi di Mimmo Calopresti, altro evento speciale della Mostra. Una Mostra, quella 2008 al via dopodomani, che ha scelto, sulla spinta dell´Associazione Articolo 21, di «raccontare» questa strage infinita che sta insanguinando il nostro paese dedicando agli omicidi sul lavoro una «giornata particolare»: il 5 settembre. Una giornata di mobilitazione, come si diceva una volta, aperta a incontri, dibattiti, riflessioni, cinema e, ancora, alla partenza dal Lido della prima tappa della «caravana» per il lavoro sicuro, organizzata da Articolo 21.

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Ossezia del Sud,la festa a colpi di kalashnikov

Agosto 31, 2008

ossezia,del,sud,la,fesinfo Nella piazza Teatralnaya dozzine di kalashnikov sparano in aria festeggiando l´indipendenza, uomini e donne si abbracciano, sventolano bandiere ossete, abkhaze e soprattutto russe. Solo la Russia ha riconosciuto la loro indipendenza, eppure per gli ossetini i giochi oramai sono fatti. Diciassette anni di attesa, dicono. Sulle piastrelline colorate della fontana vuota nel centro della piazza e costruita dai sovietici piovono i bossoli delle munizioni sparate, il rumore è frastornante, l´eccitazione al massimo. Anche i bambini strappano gli automatici agli adulti e si fanno fotografare, pieni di orgoglio, sparando in aria.
Una ragazza sorride in posa ai fotografi stranieri con il kalashnikov in mano. Tskhinvali, il giorno dell´atteso riconoscimento dell´indipendenza da parte della Federazione Russa. Un nugolo di preti ortodossi appare ai margini della piazza, salutati a gran voce dal pubblico. «Ero qui durante tutto il bombardamento. Posso confermare che si è trattato di un piano satanico dei georgiani per spazzare via il popolo osseto: certamente il riconoscimento da parte della Russia è un passo importante verso la nostra sicurezza. Del resto tutto rimane nelle mani di Dio» spiega Yakov Xhetagurov, panzuto sacerdote nella vicina chiesa ortodossa. Il ritiro delle truppe russe è in teoria completato, eppure sulla strada che da Vladikavkaz porta in Ossezia del Sud sono centinaia i mezzi russi che risalgono verso la sede, lentamente, uno dopo l´altro.

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Lampedusa, ponti aerei per smistare i migranti arrivati nei giorni scorsi – Interni

Agosto 31, 2008

lampedusa,ponti,aereisomSono circa 500 gli immigrati trasferiti da venerdì dal centro di prima accoglienza di Lampedusa agli altri centri sparsi sulla penisola. Alle 14 di lunedì è atterrato all`aeroporto militare di Ciampino il C-130J dell`Aeronautica Militare con a bordo circa 100 immigrati clandestini provenienti da Lampedusa, che verranno poi trasferiti al centro di Castelnuovo di Porto. Un altro volo dell`Aeronautica, sempre da Lampedusa, è in arrivo invece all`aeroporto militare di Amendola con circa 60 persone a bordo. I voli dell`Aeronautica, svolti nell’ambito di un`attività operativa di concorso al ministero dell`Interno, solo nel mese di agosto hanno permesso di trasferire in tempi strettissimi oltre mille immigrati giunti sulle coste meridionali italiane. I velivoli da trasporto C-130J provengono dalla 46esima brigata aerea di Pisa, reparto dell`Aeronautica Militare, impegnato quotidianamente in Italia e nel mondo a supporto dei militari italiani schierati nei vari teatri operativi all`estero, per trasporti umanitari e sanitari di urgenza e per tutte quelle esigenze, come quella di oggi, di volta in volta stabilite dalle autorità governative.

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Kerry Kennedy: «Ce la faremo, Bush ha fatto troppi errori»

Agosto 31, 2008

kerry,kennedy,ce,la,ftop nKerry, figlia dello statista Robert Kennedy assassinato il 5 giugno 1968 a Los Angeles, è a Denver per la convention Democratica. Al telefono Kerry confida i suoi timori per l´esito delle presidenziali. «Ma alla fine ce la faremo, perché gli elettori rifletteranno sul disastro Repubblicano di questi ultimi otto anni».
Che clima si respira alla Convention in vista del voto di novembre, signora Kennedy? Entusiasmo, speranza, preoccupazione?
«Si ha l´impressione che sarà una gara molto difficile. I sondaggi danno i due candidati alla pari. Dovremo tutti lavorare assai duramente per vincere. È diffuso il senso della serietà dello scopo per cui ci si batte. Il nostro partito è diviso. Sostanzialmente la realtà è che Obama ha ottenuto appena più della metà delle preferenze e Hillary Clinton appena meno. Il risultato è una forte contrapposizione di appartenenza politica. La nostra sfida più grande è ora quella di unirci. Storicamente noi Democratici quando abbiamo dovuto rimettersi insieme dopo esserci spaccati, abbiamo perso. Ricordo benissimo cosa accadde nel 1980 con la frattura fra Ted Kennedy e Jimmy Carter. Vedo segnali allarmanti ma anche segnali positivi. Proprio Ted Kennedy nel suo intervento davanti ai delegati ha dato una spinta verso l´unità, mettendo l´accento sulla storia e sugli ideali comuni a tutto il partito. Anche Michelle, la moglie di Barack, ha fatto esattamente ciò che era necessario, presentandosi non solo ai Democratici ma alla nazione come una donna concreta, che ha a cura i valori americani, ama il suo Paese e sa parlare con partecipazione emotiva e forza».

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Medvedev: “Ossezia e Abkhazia indipendenti” Europa e Usa: “Il Cremlino gioca col fuoco”

Agosto 27, 2008

Alla fine è arrivata, attesa e scontata, ma non per questo meno destabilizzante per gli equilibri internazionali. Mosca ha accolto la richiesta avanzata due giorni fa dal Parlamento russo e ha riconosciuto l’indipendenza di Abkhazia e Ossezia del Sud dalla Georgia. Una decisione che apre scenari che lasciano spazio a conseguenze imprevedibili, da quelle diplomatiche alle più drammatiche. E a tutti sembra di rivivere timori che si credevano dimenticati, quelli sui quali per oltre trent’anni è cresciuta un’intera generazione. Quando l’unica cosa che si poteva fare era appellarsi al buon senso e alla responsabilità dei contendenti. Unione Sovietica e Stati Uniti, allora. Russia e Occidente, oggi.

«Tenendo conto della libera volontà espressa dal popolo abkhazo e osseto, ispirandosi allo statuto dell’Onu, alla dichiarazione del 1970 sui principi del diritto internazionale riguardanti i rapporti di amicizia tra gli Stati, all’atto finale di Helsinki del 1975 e ad altri fondamentali documenti internazionali, ho firmato i decreti sul riconoscimento da parte della Federazione russa dell’indipendenza dell’Ossezia del Sud e dell’Abkhazia. Non è stata una scelta facile, ma è l’unico modo di salvare vite». Come a dire: il diritto è dalla nostra parte, abbiamo solo rispettato la volontà di un popolo. Chiunque sia contro la nostra decisione è contro quel diritto e quella volontà.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=286003


Il super nonno del Gratosoglio: «Non chiamatemi eroe, please»

Agosto 27, 2008

«Non chiamatemi eroe, sono già stufo di avere tutta questa gente intorno». Giuseppe Viganò, il super nonno che l’altro giorno ha salvato i due fratellini dall’incendio in via Costantino Baroni, è la star del Gratosoglio. Non solo, tutta Milano lo cerca. Lui, 79 anni suonati, non si sottrae a due chiacchiere ma minimizza. «Mi ha pure invitato la tv, ma mica ci vado». Sua moglie Elide lo affianca come una vera first lady: risponde al telefono, gentilissima, gestisce le chiamate, annota tutti i nomi dei giornalisti che cercano il marito. A lui, frastornato da tanto successo, fa effetto ripensare all’avventura di lunedì, al fuoco, alle grida di quei due bambini. Da vero eroe, Giuseppe non ha esitato davanti al pericolo. Alla faccia dell’artrosi e degli acciacchi: è balzato da un balcone all’altro e ha forzato la tapparella dell’appartamento in fiamme. Quei bimbi lo chiamavano «nonno», a squarciagola, con la voce spezzata dalla paura, e lui non poteva lasciarli lì.Giuseppe, lei però non si sente un eroe. O sbaglio?«No, non sono un eroe. Quante balle. È stata una bella storia, ho fatto quello che dovevo fare ma, basta, sto ricevendo fin troppa attenzione».Qual è stato il complimento più bello?«Quello dei miei nipotini. Mi hanno detto che sono stato bravissimo e non la smettevano più di festeggiarmi. Vedevo che erano fieri di me e mi hanno fatto sentire importante».

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=286112


Ripresa di Luxottica e Bulgari

Agosto 27, 2008

Piazza Affari in leggero rialzo grazie all’indice sulla fiducia dei consumatori Usa migliore del previsto. Dopo la diffusione del dato, i mercati azionari hanno trovato la forza per portarsi in territorio positivo, sebbene di poco.Il clima di fondo, però, sottolineano i trader, resta di attesa. In chiusura, l’indice S&P/Mib ha guadagnato lo 0,28%, il Mibtel lo 0,39%, mentre l’AllStars è arretrato dello 0,02%. Buone performance per i titoli delle società maggiormente sensibili al dollaro, che ha proseguito il trend di rafforzamento, e all’andamento dei consumi negli Stati Uniti. StM è balzata del 3,45%, sostenuta anche dall’andamento dei tecnologici: lo Stoxx europeo è salito del 2,05%. In denaro grazie al dollaro anche Luxottica (+2,76%), Geox (+2,55%), Bulgari (+1,03%) e Lottomatica (+1,06%). Deboli le banche a causa del taglio al target price di diversi istituti da parte di Jp Morgan. Fra gli altri, Banco Popolare ha lasciato sul terreno il 2%. La controllata Italease, però, ha proseguito il rally cominciato ieri (+3,19%). Fiat è arretrata dello 0,46%, penalizzata, secondo i trader, dalle prospettive negative delle vendite di auto. Realizzi sui titoli che ieri avevano maggiormente guadagnato: Seat -1,3% e L’Espresso -3,31%. Immsi ha perso il 3,53%, dopo l’indiscrezione secondo cui Roberto Colaninno investirà 200 milioni in Alitalia e ne diventerà presidente. Chiudono in rialzo le principali Borse europee.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=286057


Kerry Kennedy: «Ce la faremo, Bush ha fatto troppi errori»

Agosto 27, 2008

Kerry, figlia dello statista Robert Kennedy assassinato il 5 giugno 1968 a Los Angeles, è a Denver per la convention Democratica. Al telefono Kerry confida i suoi timori per l´esito delle presidenziali. «Ma alla fine ce la faremo, perché gli elettori rifletteranno sul disastro Repubblicano di questi ultimi otto anni».
Che clima si respira alla Convention in vista del voto di novembre, signora Kennedy? Entusiasmo, speranza, preoccupazione?
«Si ha l´impressione che sarà una gara molto difficile. I sondaggi danno i due candidati alla pari. Dovremo tutti lavorare assai duramente per vincere. È diffuso il senso della serietà dello scopo per cui ci si batte. Il nostro partito è diviso. Sostanzialmente la realtà è che Obama ha ottenuto appena più della metà delle preferenze e Hillary Clinton appena meno. Il risultato è una forte contrapposizione di appartenenza politica. La nostra sfida più grande è ora quella di unirci. Storicamente noi Democratici quando abbiamo dovuto rimettersi insieme dopo esserci spaccati, abbiamo perso. Ricordo benissimo cosa accadde nel 1980 con la frattura fra Ted Kennedy e Jimmy Carter. Vedo segnali allarmanti ma anche segnali positivi. Proprio Ted Kennedy nel suo intervento davanti ai delegati ha dato una spinta verso l´unità, mettendo l´accento sulla storia e sugli ideali comuni a tutto il partito. Anche Michelle, la moglie di Barack, ha fatto esattamente ciò che era necessario, presentandosi non solo ai Democratici ma alla nazione come una donna concreta, che ha a cura i valori americani, ama il suo Paese e sa parlare con partecipazione emotiva e forza».

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78392


Gates costretto a far la fila per vedere il nuoto

Agosto 13, 2008

Pechino – Spalti gremiti? Soltanto nelle radiocronache dei bei tempi. Se i cinesi sono un miliardo e mezzo, a Pechino si notano parecchi assenti, al punto che se il tignoso ministro Brunetta mettesse piede in una palestra, stadio, piscina e affini, potrebbe definirli «i fannulloni» dei Giochi olimpici. Così è, i nemici del capitalismo fanno i conti che non tornano. Hanno voluto l’evento, hanno incassato i miliondollari delle multinazionali, sponsor, fornitori, partner, televisioni, hanno venduto alle corporates migliaia di biglietti, sognando di vedere migliaia di api operaie, spettatori, negli stadi. Ed ecco il solito miraggio: tribune semivuote, gradoni, seggiole, poltrone deserte. Non è colpa dello smog, non c’entra la repressione del governo parademocratico, leggasi dittatura, l’orario delle gare, poi, è un fattore marginale. Il fatto è che gli sponsor hanno compiuto il loro delitto perfetto, l’ennesimo, come accade dalla fondazione dello sport in tutti i grandi avvenimenti internazionali (campionati dei mondo di calcio per incominciare); piazzano le loro insegne, cartelloni, slogan, neon in qualunque sito e venues, comprano un tot di biglietti, li distribuiscono tra i propri clienti e chissenefrega se poi questi evitano di presentarsi alle fasi eliminatorie, alle sfide tra scapoli e ammogliati, sulle tribunette della pallavolo o nei parterre del tiro con l’arco, tanto l’incasso è già garantito e il messaggio è stato recapitato sulla linea del cliente desiderato.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=282851