Ancelotti e il Milan il matrimonio senza crisi

Il chiarimento Il tecnico vuole restare e la società onorerà l’accordo

Ancelotti e il Milan il matrimonio senza crisi

Un altro anno se la squadra va in Champions

MILANO – Il fatto che dal novembre del 2001 la panchina del Milan sia occupata dallo stesso allenatore evidentemente incomincia a risultare insopportabile per taluni.

Una corrente di pensiero è certa che sia il club a considerare conclusa la lunga avventura di Carletto nostro: secondo questa tesi il raggiungimento dell’obiettivo minimo aziendale (il ritorno in Champions League attraverso la conquista di uno dei primi tre posti in campionato), da sempre ritenuto un passaggio irrinunciabile per la prosecuzione del matrimonio con l’allenatore, in realtà null’altro sarebbe se non uno specchietto per le allodole.

D’altro canto c’è chi è invece convinto che sia lo stesso tecnico a lavorare per il divorzio se, data per scontata la conquista del terzo posto, non gli sarà riconosciuto un prolungamento di almeno un’altra stagione del contratto in scadenza il 30 giugno dell’anno prossimo.

In realtà, e con sommo dispiacere dei dietrologi in servizio permanente effettivo, Adriano Galliani e il suo allenatore hanno posto le basi per (almeno) un’altra stagione in comune nel corso di un summit avvenuto l’altro ieri.

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