Berlino sostiene Yasunì

Appoggiato dalle fondazioni statunitensi Wallace Global Fund, Amazon Watch, Earth economics, Alianza Pachamama, World Resources Institute, CS Mott Foundation e dall’Universitá di Maryland, con un costo di realizzazione per il primo anno di 360 milioni di dollari, questo progetto regionale puntava a varare modelli regionali di diversificazione e democratizzazione energetica attraverso una rete di piccole centrali solari, geotermiche e idroelettriche, e contribuire a consolidare un’economia di servizi orientata alla promozione dell’ecoturismo e del turismo comunitario.

La proposta del governo ecuadoriano alle organizzazioni internazionali e alla società civile era chiara e diretta: lasciare interrato il 20% del proprio potenziale petrolifero in cambio di una compensazione del greggio non estratto nel parco nazionale di Yasuní, in particolare il gracimento piú grande del paese, il Tambococha Tiputini.

Il ricavato totale della compensazione farà parte di un fondo fiduciario internazionale formato dal governo dell’Ecuador, rappresentanti indigeni, ambientalisti e della società civile del paese e i paesi che appoggiano e sostengono l’iniziativa, firmatari o meno dell’accordo di Kyoto.

All’interno del paese, la iniziativa Yasuní ITT ha generato una dinamica anche all’interno delle istituzioini pubbliche, come la recente consulta al sistema di credito pubblico (www.auditoriadeuda.org.ec) i cui risultati hanno fatto conoscere all’opinione pubblica ecuatoriana che molti di questi crediti servono per giustificare un modello depredatore delle risorse naturali dal quale Ecuador già sta cercando di uscire fuori.

Fonte:
http://www.ilmanifesto.it/archivi/terra-terra/nocache/1/pezzo/4a7083c846641/

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