Massa presidente del «Fantozzi club»

Agosto 4, 2008

Massa presidente. Eletto per acclamazione, con parecchie lussazioni alle mani, dalla scombiccherata assemblea dei fantozzi della vita. Una partenza da fuoriclasse, una gara da Schumacher, una domenica che sembra finalmente collocarlo nel rotary dello sport, dove diveggiano solo gli immensi. È la volta giusta per gettarsi alle spalle la fama di perdente e di impiastro, insomma di uomo – come ce ne sono tanti per le strade del mondo – cui manca sempre un centesimo per fare un soldo. Per non essere più Massa e per essere un altro Schumacher. Ma evidentemente sta scritto: subito, prima ancora di nascere, sul libro mastro delle congiunzioni astrali: chi nasce Massa resta Massa. Sempre. E difatti. Tre giri al termine, motore arrosto. In fumo la riscossa Ferrari, in fumo la bella velleità di diventare qualcosa o qualcun altro. Massa presidente. Per acclamazione. E qualcuno chiami l’elettricista perché è saltata la luce.Come nebbia di novembre, dalla gara ungherese cala sulla memoria la tragicomica pena di tante giornate indimenticabili. L’assemblea dei fantozzi della vita può sfogliare annali copiosi, come un’interminabile Spoon River dell’illusione infranta. Bitossi, chi può dimenticare Bitossi? Un ciclista, una pallina da spiaggia, una grande metafora dell’esistenza. Buon corridore, nel 1972 si trova a un metro e a un attimo dalla maglia iridata, nel Mondiale di Gap. Se il rettilineo non fosse in leggera salita, se non avesse un rapporto troppo duro, se non fosse così stanco, se il suo cuore non fosse matto: se, se, se.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=280784


Ma Napolitano è Pilato o Salomone?

Luglio 4, 2008

Poco manca che Giorgio Napolitano sia innalzato alla gloria degli altari per l’intervento sul Csm nella questione pacchetto sicurezza. «La corretta via d’uscita», «ridà serenità al Paese» e via lodando, tanto da destra che da sinistra. Permettetemi di uscire dal coro. I peana sono eccessivi. Il presidente, con tutto rispetto, ha solo confermato di essere, a 83 anni, l’uomo di parco coraggio che è stato in ogni azione – e inazione – della sua vita. Il punto era se il Csm potesse o no dare il proprio giudizio su un decreto che spetta al Parlamento esaminare. In gioco c’è la distinzione dei ruoli tra istituzioni dello Stato. Da voci si sapeva che il Csm avrebbe espresso un parere di incostituzionalità del decreto. A questo si è attaccato Napolitano dandosi l’aria del pacificatore. Ha scritto una lettera al vicepresidente del Csm, l’ambiguo ex dc Nicola Mancino, e ha detto in soldoni: «Libero il Consiglio di esprimere giudizi, ma non quello sulla costituzionalità. Per questo c’è la Consulta» (antonomasia di Corte Costituzionale). Così, il presidente ha suggerito al Csm la scappatoia. Il Consiglio, vispo e sveglio, ha colto la palla al balzo e invece di definire «incostituzionale» il decreto lo ha tacciato di «irragionevolezza». Se non è zuppa è pan bagnato e, in ogni caso, ha prevaricato governo e parlamento bocciando il pacchetto. Con buona pace della separazione dei poteri.Napolitano, nell’imbarazzo, si è preso una seria responsabilità.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=273567