Scajola: Europa in allarme sul caro greggio

Luglio 5, 2008

da RomaLe quotazioni del greggio si mantengono elevatissime, a ridosso dei recenti record di oltre 145 dollari al barile, e le previsioni degli esperti parlano di ulteriori aumenti. La delicatissima questione è all’esame dei ministri dell’Industria e dell’Energia dell’Unione europea, riuniti per due giorni a Parigi. Secondo Claudio Scajola, ministro italiano dello Sviluppo economico, c’è «profonda preoccupazione» per l’andamento dei prezzi del petrolio e delle altre materie prime energetiche, il cui mercato «si sta dimostrando ingovernabile – spiega Scajola – per tre principali ragioni: la domanda sempre crescente nei Paesi emergenti, la concentrazione delle risorse in pochi Paesi che controllano il mercato, il ritardo negli investimenti in nuove risorse e nella diversificazione delle fonti energetiche». Ieri, i ministri europei dell’Energia hanno affrontato la questione del risparmio energetico e delle forme rinnovabili, domani discuteranno dei bio-carburanti e delle iniziative comuni europee contro il caro-greggio. Rinviata a settembre invece, a quanto sembra, la discussione sul ruolo dei mercati finanziari e della speculazione nella formazione del prezzo del petrolio: la Commissione dovrebbe preparare un rapporto in proposito per settembre. La prossima settimana il commissario europeo ai Trasporti, Antonio Tajani, presenterà un memorandum sugli strumenti che i Paesi dell’Unione possono utilizzare per affrontare l’emergenza trasporti causata dal caro-greggio.

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L’ora di Ligabue: «San Siro? È il mio habitat»

Luglio 4, 2008

Nel catino di San Siro va in scena la sfida infinita tra i due giganti del rock popolare in salsa padano-emiliana. Dopo il ciclone Vasco, è infatti la volta del Liga, come lo chiama da sempre la sua fedele tribù. «Ma la competizione va bene nello sport, non nella musica, ognuno fa la sua strada – mette le mani avanti la 48enne rockstar di Correggio -. Con Vasco quando ci siamo incontrati ci siamo divertiti, è simpatico, capisco che possa fare notizia il dualismo tra noi, ma non che si debba scegliere». Sta di fatto che, almeno per il momento, nella sfida tra i due titani della musica riempi-stadio, il signor Rossi ha incassato un doppio esaurito, mentre Luciano Ligabue per ora uno soltanto: quello del concerto di stasera. Per la replica di domani, infatti, ci sono ancora biglietti a disposizione. Il popolo chiede rock classico e tirato, canzoni forti e facili da urlare? Bene, Ligabue, di casa a San Siro («Il palcoscenico è il mio habitat naturale, e poi sono convinto che confrontarmi con dimensioni diverse allarghi i confini artistici», ha dichiarato), non si tira indietro. E promette un concerto come uno se lo immagina. Con la musica che ruggisce forte. Ma attenzione: dalle 21 fino alle 23.30. Oltre non si deve andare: sia per venire incontro alle lamentele dei residenti della zona San Siro sia per dare modo agli spettatori di lasciare lo stadio con i mezzi pubblici e senza i disagi che invece hanno rovinato la festa a molti fan di Springsteen.

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«I magistrati paghino per i propri errori»

Luglio 4, 2008

da MilanoOtto italiani su dieci sostengono che i magistrati dovrebbero essere controllati da un organismo terzo e indipendente, non dalla «casta» dei loro stessi colleghi; e nove su dieci sono convinti che i giudici dovrebbero rispondere delle loro azioni: degli errori, nel caso in cui sbaglino, o dell’eccessiva lentezza, nel caso in cui questa provochi la scarcerazione di criminali.Altro che disinteresse per i temi della giustizia, come sostiene chi attacca il premier Berlusconi accusandolo di essere «ossessionato» dalle toghe. Gli italiani, il problema, lo sentono eccome. Parola del sondaggio realizzato da Ferrari Nasi & Grisantelli per Analisipolitica.it e pubblicato oggi da Panorama: non solo i cittadini sono perfettamente informati, ma nella stragrande maggioranza dei casi sono anche d’accordo sulla necessità di una regolamentazione del settore, con punte particolarmente alte in zone un tempo feudo incontrastato della sinistra, quali il Triveneto e l’Emilia (il 78 e il 76,4 per cento, a proposito della responsabilità del giudice che sbaglia).La ricerca è stata effettuata tra il 19 e il 20 giugno su un campione di 800 persone dai 18 anni in su. Rispetto all’affermazione: «un magistrato che sbaglia dovrebbe essere responsabile della propria azione» si è detto d’accordo il 93,2 per cento degli intervistati, contro il 5,9 per cento di oppositori. Solo lo 0,9 per cento si è trincerato dietro il «non so».

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La Betancourt abbraccia i figli «Sono sopravvissuta per loro»

Luglio 4, 2008

«Ora dovete sopportarmi». Non lo ricorda esattamente, Ingrid Betancourt, ma le sembra che siano queste le prime parole che ieri, alle 15 ora italiana, ha detto ai figli quando li ha finalmente riabbracciati. Ma è difficile pensare che per loro sia un sopportare. Quando la loro mamma è stata rapita, sei anni fa, Mélanie e Lorenzo avevano 14 e 11 anni ed erano poco più che bambini. Ieri, finalmente, l’hanno stretta di nuovo all’aeroporto di Bogotà e nessuno può immaginare quanto sia stato bello per loro vedersela correre incontro direttamente sul portellone dell’Airbus che li ha portati in Colombia.«Non ho voluto nemmeno farli scendere. Per me – ha detto Ingrid Betancourt nel suo primo giorno di libertà – stringere e baciare di nuovo i miei figli è stato come essere in Paradiso, e ringrazio Dio per questo». Una felicità da condividere con tutto il mondo, grazie alle immagini delle televisioni e alle parole di una donna che, prima di essere un simbolo, è una madre. «Prima di essere rapita – ha confidato in mondovisione l’ex candidata alla presidenza colombiana – abbracciavo mio figlio e lo portavo a dormire con me. Ora l’ho riabbracciato, ma per dormire di nuovo con lui dovrò sperare che la sua fidanzata non sia gelosa». Quanto a lui, non si preoccupa: «L’ho già avvisato – ha sorriso -. Gli ho detto: “Ho intenzione di stare appiccicata a te e a tua sorella come il chewing gum”.

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