Il super nonno del Gratosoglio: «Non chiamatemi eroe, please»

Agosto 27, 2008

«Non chiamatemi eroe, sono già stufo di avere tutta questa gente intorno». Giuseppe Viganò, il super nonno che l’altro giorno ha salvato i due fratellini dall’incendio in via Costantino Baroni, è la star del Gratosoglio. Non solo, tutta Milano lo cerca. Lui, 79 anni suonati, non si sottrae a due chiacchiere ma minimizza. «Mi ha pure invitato la tv, ma mica ci vado». Sua moglie Elide lo affianca come una vera first lady: risponde al telefono, gentilissima, gestisce le chiamate, annota tutti i nomi dei giornalisti che cercano il marito. A lui, frastornato da tanto successo, fa effetto ripensare all’avventura di lunedì, al fuoco, alle grida di quei due bambini. Da vero eroe, Giuseppe non ha esitato davanti al pericolo. Alla faccia dell’artrosi e degli acciacchi: è balzato da un balcone all’altro e ha forzato la tapparella dell’appartamento in fiamme. Quei bimbi lo chiamavano «nonno», a squarciagola, con la voce spezzata dalla paura, e lui non poteva lasciarli lì.Giuseppe, lei però non si sente un eroe. O sbaglio?«No, non sono un eroe. Quante balle. È stata una bella storia, ho fatto quello che dovevo fare ma, basta, sto ricevendo fin troppa attenzione».Qual è stato il complimento più bello?«Quello dei miei nipotini. Mi hanno detto che sono stato bravissimo e non la smettevano più di festeggiarmi. Vedevo che erano fieri di me e mi hanno fatto sentire importante».

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=286112


Atti da legare

Luglio 5, 2008

Esercitazione per l’esame
di giornalismo. A
margine del processo Berlusconi-
Mills, dove il primo sarebbe il corruttore
e il secondo il corrotto, il candidato
consideri che: 1) David Mills, ex amministratore
della società di Fininvest «All Iberian
», quando la società chiuse si tenne i
10 miliardi da essa generati e perciò entrò
in conflitto con Fininvest; 2) Mills, nel processo
All Iberian, fu teste d’accusa contro
Berlusconi e le sue dichiarazioni contribuirono
a farlo condannare in primo grado;
3) Mills, dopo i soldi presi e la testimonianza
contro Berlusconi, secondo l’accusa sarebbe
stato ricompensato dal medesimo
con 600mila dollari: il presidente del Consiglio
è stato rinviato a giudizio per questo;
4) il fisco inglese, diversamente
dai magistrati italiani,
ha già stabilito che
i 600mila dollari non sono un regalo e non
sono riconducibili a Fininvest; 5) è stato
stabilito che il denaro proveniva invece dal
conto di un armatore napoletano e che Mills
aveva delega di movimentare questo
conto senza consultare l’armatore; 6) l’accusa
non ha ancora chiarito quali e quanti
soldi, dati da chi e quando, e soprattutto
perché, Berlusconi avrebbe dato a questo
Mills. Ciò posto, il candidato ha venti secondi
per indovinare se anche una sola delle
suddette informazioni (una sola) sia presente
nel lungo servizio che l’Espresso, ricalcando
le carte dell’accusa, ha dedicato
ieri al caso.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=273987